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19 gennaio 2019

Al liceo Maffei per parlare di pena di morte

Liceo A. Maffei di Riva del Garda.
Il Gruppo Amnesty di Rovereto e Alto Garda torna a Riva del Garda, ospite del Liceo A. Maffei. I nostri attivisti incontreranno 7 classi nei giorni di sabato 19 gennaio e sabato 2 febbraio 2019.

In un incontro interattivo e laboratoriale che coinvolgerà studentesse e studenti in prima persona, affronteremo il tema della pena di morte, riflettendo su stereotipi e luoghi comuni, e approfondendo gli aspetti più controversi di questo tema.


10 ottobre 2018

Giornata mondiale contro la pena di morte


Ogni anno, il 10 ottobre, attivisti e organizzazioni contro la pena di morte si mobilitano insieme per la Giornata mondiale contro la pena di morte. Lo scopo dell'iniziativa coordinata è di sensibilizzare sull'uso della pena di morte e di agire in vista dell'obiettivo finale della sua abolizione globale.

Troverete gli attivisti di Amnesty Rovereto e Alto Garda dalle 9 alle 17 a Palazzo Istruzione, Facoltà di Psicologia e Scienze Cognitive,  C.so Bettini 84,  Rovereto.

La Giornata Mondiale di quest'anno si concentrerà sulle condizioni di detenzione delle persone nel braccio della morte. Per sostenere questa azione, Amnesty International ha scelto di concentrare le sue forse su Bielorussia e Iran con l'obiettivo che questi governi "pongano fine alla crudeltà sulla pena di morte", migliorando gli aspetti della detenzione, compresa la trasparenza, e andando verso la completa abolizione.
Mohammad Reza Haddadi

Promuoveremo un appello in favore di Mohammad Reza Haddadi, che è stato condannato a morte in seguito a un processo gravemente iniquo; aveva 15 anni al momento del crimine, in violazione delle norme internazionali sui diritti umani. Ha trascorso quasi 14 anni nel braccio della morte.

Promuoveremo anche un'azione che inviti il governo della Bielorussia a stabilire immediatamente una moratoria ufficiale sulle esecuzioni al fine di abolire la pena di morte e commutare le condanne a morte di tutti i prigionieri nel braccio della morte in pene detentive.

12 marzo 2018

Al "Don Milani" si parla di pena di morte

Amnesty Rovereto e Alto Garda sarà all'Istituto di Istruzione Superiore "Don Milani" di Rovereto  lunedì 12 e martedì  13 marzo 2018.

I nostri attivisti incontreranno due classi prime per parlare di Pena di Morte.

Durante la presentazione illustreremo la situazione attuale sulla pena di morte nel mondo, mostrando statistiche riguardanti il numero di paesi che ancora la attuano, in che condizioni e il numero di condanne. Inoltre, spiegheremo perché Amnesty si oppone alla pena di morte e mostreremo come Amnesty agisce per contrastarne l'uso e chiederne l'abolizione. Infine, presenteremo un caso concreto.


Pena di morte nel mondo nel 2016.

25 ottobre 2017

Amnesty a "Percezioni Musicali 17"

URLA (associazione studentesca di Rovereto) organizza la 17a edizione di
Percezioni Musicali.

L’evento si terrà mercoledì 25 ottobre 2017 a partire dalle 17 presso il giardino della facoltà di Scienze Cognitive a Rovereto.

Hoo Yew Wah

Amnesty Rovereto e Alto Garda sarà presente con uno stand per promuovere le attività della associazione in favore della difesa dei diritti umani. In particolare si potranno firmare gli appelli per:







Inoltre, verrà presentata la nuova campagna di Amnesty International per DIRE NO AL BULLISMO.
Insulti, umiliazioni, violenza fisica: il bullismo non è uno scherzo.


10 ottobre 2017

Giornata mondiale contro la pena di morte 2017

Il 10 ottobre è la Giornata mondiale contro la pena di morte. Ogni anno, associazioni abolizioniste e attivisti di tutto il mondo si mobilitano per l'obiettivo finale, la sua completa abolizione.

Il tema scelto per la 15a Giornata mondiale è la pena capitale e la povertà: le condanne a morte colpiscono soprattutto i più poveri, che non hanno i mezzi finanziari per potersi permettere costosi avvocati e vengono spesso discriminati a causa del loro status sociale.  Inoltre, verrà celebrato il 40esimo anniversario della campagna abolizionista di Amnesty International contro la pena di morte.

I temi della Giornata mondiale verranno presentati alla Facoltà di Scienze Cognitive dell'Università di Trento, in corso Bettini 84 a Rovereto. Nell'atrio della Facoltà, dalle 10 alle 17, saranno presenti le attiviste e gli attivisti di Amnesty Rovereto e Alto Garda con un tavolino informativo, dove si potranno anche firmare appelli che promuovono l'abolizione della pena di morte.

1 marzo 2017

EDU al Marconi di Rovereto

Su invito della prof. Tiffani Tarchioni, una delegazione di attivisti di Amnesty International Italia - Gruppo di Rovereto e Alto Garda, si è recata lo scorso 13 febbraio (con un’appendice il 1 marzo) presso la classe IIF dell’ITIS Marconi di Rovereto, per sensibilizzare gli studenti sul tema della pena di morte.

La classe aveva già svolto un lavoro nelle settimane precedenti, quindi si è cercato di “mettere a frutto” e di tirare le fila di quanto già fatto. Per coinvolgere gli alunni si è utilizzato un gioco di ruolo. Gli studenti sono stati suddivisi in gruppi:
  • sostenitori dell’abolizione della pena di morte;
  • sostenitori della pena di morte;
  • condannati a morte;
  • parenti delle vittime;
  • giuria.

Gli studenti dovevano esaminare e “giudicare” il caso reale di Napoleon Beazley, un ragazzo afro-americano, messo a morte in Texas il 28 maggio 2002 per un omicidio commesso quando aveva 17 anni e giudicato da una giuria composta da soli bianchi.
Per vivacizzare il gioco si è simulato un “processo”, in cui i sostenitori della pena di morte ed abolizionisti svolgevano rispettivamente i ruoli di accusa e difesa.

La partecipazione è stata vivace e coinvolgente e gli studenti, anche a seguito di alcuni spunti degli attivisti di Amnesty, si sono appassionati ed hanno approfondito sia vari aspetti del caso (la razza dell’imputato, la giovane età, la sua capacità di intendere e volere, il suo percorso di crescita dopo la la condanna a morte e prima dell’esecuzione), sia - in generale - argomenti a favore o contro la pena di morte.

Il risultato di questo incontro non può che essere valutato positivamente, sia per la partecipazione e la passione dimostrata dagli studenti, sia per l’esito del processo. Dopo che i portavoce di tutti i gruppi hanno espresso le loro opinioni e si sono confrontati, la giuria ha stabilito – seppure a maggioranza – che “l’imputato” doveva essere liberato. Pur consci della gravità del reato commesso, i giudici hanno ritenuto che passare alcuni anni nel braccio della morte, costituisse una pena adeguata e sufficiente, anche in considerazione del fatto che l’angosciante attesa dell’esecuzione potesse considerarsi un “trattamento inumano e degradante” ai sensi delle Convenzioni internazionali contro la tortura.


26 ottobre 2016

GELÊ KURD Û MIROVAYÎ - POPOLO KURDO E UMANITÀ

Saman Naseem.
All'interno della rassegna BREVIARIO PARTIGIANO, canzoni, immagini e storie dal Kurdistan.

Il gruppo Amnesty di Rovereto e Alto Garda sarà presente con un tavolino di raccolta firme in favore di Saman Naseem, un ragazzo iraniano di etnia curda condannato a morte.

Appuntamento alle 21 allo SMARTlab di Rovereto.

24 ottobre 2016

EDU al Marconi di Rovereto

Lunedì 24 ottobre il nostro gruppo sarà impegnato in un incontro di Educazione ai Diritti Umani presso l'Istituto Tecnico Tecnologico Marconi di Rovereto (TN).

Incontreremo una classe seconda ed alcuni loro insegnanti, per parlare di pena di morte. Presenteremo il punto di vista di Amnesty e forniremo spunti di riflessione per stimolare la discussione. Inoltre presenteremo la campagna Here's to You di Amnesty International. 

L'incontro si inserisce all'interno di un percorso già avviato dalla classe sul tema della pena di morte.


21 ottobre 2015

PERCEZIONI MUSICALI 14


Concerto - aperitivo organizzato da URLA - Associazione Culturale degli Universitari Roveretani presso il Dipartimento di scienze cognitive, a partire dalle 19.

Oltre all'esibizione di band locali, saranno presenti stand delle associazioni locali di volontariato.

Amnesty Rovereto e Alto Garda sarà presente con un banchetto informativo. Verranno raccolte firme sull'appello della Giornata Mondiale contro la pena di morte - il caso di Shahrul Izani, giovane malese condannato a morte perché trovato in possesso di 600 grammi di cannabis.

10 ottobre 2015

Pena di morte: miti e fatti



Il 10 ottobre è la Giornata mondiale contro la pena di morte, l'evento principale promosso della Coalizione mondiale contro la pena di morte, formata da 150 organizzazioni (tra cui Amnesty International) che uniscono i propri sforzi in favore dell’abolizione della pena capitale nel mondo.

Vi rimandiamo a questo documento per approfondire il tema della Giornata di quest'anno (l'uso della pena di morte per reati legati alla droga), e vi invitiamo a firmare l'appello per Shahrul Izani che, nel 2003, all’età di 19 anni, è stato trovato in possesso di 622 grammi di cannabis e successivamente condannato a morte.

Qui intendiamo approfondire alcuni miti legati alla pensa di morte, e provare a sfatarli. Eccoli: 

MITO 1
La pena di morte è un deterrente per il crimine violento e rende la società più sicura.
FATTO 
Non esistono prove convincenti che la pena di morte abbia un effetto deterrente. Dopo più di tre decadi dall’abolizione della pena capitale, il tasso di omicidi del Canada resta più di un terzo inferiore a quello che era nel 1976, quando la pena di morte fu abolita. Uno studio durato 35 anni ha comparato il tasso di omicidi tra Hong Kong, dove non c’è la pena di morte, e Singapore, che ha un numero di popolazione simile ma che esegue sentenze capitali. I risultati dimostrano che la pena capitale ha un impatto estremamente limitato sul tasso di criminalità. 

MITO 2 
La minaccia dell’esecuzione rappresenta una strategia efficace nella prevenzione degli attacchi terroristici. 
FATTO 
La prospettiva dell’esecuzione non può agire come deterrente per persone che sono preparate a uccidere a rischio della propria vita per ragioni ideologiche e politiche. Inoltre, diversi esperti di antiterrorismo hanno ripetutamente evidenziato come coloro che sono messi a morte per questi reati possono essere riconosciuti come martiri la cui memoria accresce l’unione e le motivazioni di questi gruppi terroristici. Gruppi armati di opposizione sottolineano spesso l'uso della pena di morte come giustificazione per le rappresaglie, contribuendo così ad alimentare il ciclo di violenza. 

MITO 3
La pena di morte è giusta fino a quando la maggioranza dell’opinione pubblica la sosterrà. 
FATTO 
La storia è costellata di violazioni di diritti umani che sono state sostenute dalla maggioranza della popolazione ma che poi sono state guardate in seguito con orrore. Schiavitù, segregazione razziale e linciaggi, hanno tutti avuto il sostegno nelle società del passato poiché rientravano nella ‘normalità’ ma tutte costituivano brutali violazioni dei diritti delle persone. Negli anni recenti, il dovere dei governi è quello di proteggere i diritti di tutti gli individui, anche se questo talvolta vuol dire andare contro il punto di vista della maggioranza. L’opinione pubblica, inoltre, cambia spesso idea a seconda della leadership politica e quando le sono fornite informazioni oggettive sull’uso della pena capitale. 

MITO 4 
Tutte le persone messe a morte sono colpevoli di reati gravissimi. 
FATTO 
Ovunque nel mondo, centinaia di prigionieri sono messi a morte dopo processi del tutto iniqui. Durante questi procedimenti sono usate spesso “confessioni” estorte sotto tortura e all’imputato non è consentito ricevere un’adeguata assistenza legale. I paesi che eseguono la maggioranza delle sentenze capitali, sono anche quelli dove esistono gravi preoccupazioni sull’equità del sistema giudiziario, come la Cina, l’Iran e l’Iraq. I 155 prosciolti dal braccio della morte degli Usa dal 1973 dimostrano che, a prescindere da quante garanzie legali sono in atto, nessun sistema giudiziario è infallibile e libero da errori. Fino a quando la giustizia umana resterà fallibile, il rischio di mettere a morte un innocente non potrà mai essere eliminato. 

MITO 5 
I familiari delle vittime di omicidio chiedono la pena di morte. 
FATTO 
Il movimento mondiale contro la pena di morte include molti di coloro che hanno perso i propri cari a causa del crimine violento o sono stati loro stessi vittime ma che, per motivazioni etiche o religiose, non vogliono che la pena di morte sia imposta “nel loro nome”. Negli Usa, organizzazioni come Murder Victims’ Families for Human Rights stanno guidando il movimento per l’abolizione della pena di morte in diversi stati come, per esempio, in New Hampshire.